Solstizio d’Estate

21 Giugno 2007 38 commenti


Vengo da Est Terra di Artù e porto il Fuoco

Vengo da Nord Terra di Erik e porto il Fuoco

Vengo da Ovest Terra di Sigfrid e porto il Fuoco

Vengo da Sud Terra di Romolo e porto il Fuoco

Che il Sacro Fuoco dei Sacri Elementi, crei in tutti la Nuova Vita.

Buon Solstizio

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Allievi e Maestri

30 Maggio 2007 49 commenti


Ieri è stato l’inferno ho incontrato il mio Maestro, Lupo dal pelo Argenteo, e mi ha fatto la Lezione, poi ho incontrato Lupacchiotto molto più giovane e mi ha fatto la Lezione. Poi ha quest’ultimo ho mandato il seguente sms:

“Benvenuto tra Noi, hai superato una prova estrema. E ricorda che il Maestro, è Maestro quando insegna all’Allievo, e questo diventa Maestro e supera il suo Maestro”.

Risposta:

“Lo sai che non è mio uso rispondere ai messaggi, tranne che a quelli di “X” che rompe i coglioni come tutte le donne naturalmente. Ti voglio solo dire che comunque la pensi, il Maestro è sempre il Maestro, e solo nel suo Volere, l’Allievo riesce a superarlo. Non ho nulla da insegnarti, cerco di dimostrare di aver capito la Lezione… Non farmi pentire di ciò che ho appreso finora, dimostrami che gli insegnamenti sono serviti… conto su di Te. Un Abbraccio Maestro. Y

Ora oggi gli attendo entrambi, che la solitudine interiore stia finendo? Che se si Ulula i giusti arrivano?

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Solitudine interiore

20 Maggio 2007 61 commenti


Oggi stiamo combattendo una nuova battaglia, vincire e convivere con la
solitudine interiore. Quando si inizia la Via e la si percorre, si
nota, come già scritto antecedentemente, la propria differenza con il
mondo esterno, e la ricerca di propri simili. A volte capita, che ci
siano dei crolli nella Via. Bevendo, cadendo nella polvere,
mangiandola, e rialzandosi, solo così si ottiene l’illuminazione. Ma
ogni caduta nella Nigredo, è sempre più pesante anche per un Lupo, So
che dopo ogni Rubedo cè una Nigredo, e dopo ogni Nigredo un’Albedo.
Avete letto la Favola iniziatica di Pinocchio, bene il processo di vita
è similare alle fasi di trasformazione del burattino, ora è Nigredo.
Maledetta, sfonda fisico e animo, un buco nero senza ritorno, almeno
apparentemente. Spero finisca in fretta, sembra di avere il mondo sulle
spalle. Isolamento volontario, e scarpa titata addosso al Grillo
Parlante. Fine mese scorso sono salito a Genova, per un week-end folle,
il Lupo era a caccia, attratto da un fortissimo odore di Donna Rossa,
la Dakini dell’altro post, che non conoscevo, ricordate la voce CASO? Basta Chiedere e tutto arriva. In 2 parole dentro un locale conosco questa bellissima donna, con i capelli rossi come il fuoco della Nigredo. Il Lupo sa apettare anche notti e non divora mai la sua preda al primo colpo. Comunque finisco a casa sua, da buon lupo scelgo di dormire sul divano, sa uomo di mondo e della Vecchia leva. Ore 5.10 sento qualcosa che mi mordeva le dita, apro gli occhi era il suo micio, immaginatevi il quadro un micio, simile ad Isidoro, un Lupo e una Dea Rossa. Alzatomi, seguo micio ed entrato in camera trovo la tipa distesa sul letto, in preda ad una fortissima e bruttissima crisi asmatica, la sua anima stava abbandonando il suo tempio, realizzo che dovevo tornar sobrio in una frazione di secondo, individuo i farmaci, iniezione, e rifaccio ciò che avevo giurato non fare più. Imporre le mani e guarire, ognuno se sfrutta il potere della Dea ci riesce, un transfert alla mister Spock, ricordate il vulcaniano dell’astronave Enterprise. Tre ore di energia vitale presa con la forza della disperazione, all’universo circostante, e donati alla sconosciuta, che era in piena crisi di panico dopo quella asmatica. Salvata. Come si è ripresa per deformazione femminile, mi fa notare che ero vestito sul letto, ahahah. E che non aveva mai visto e sentito qualcosa di simile in vita sua, eppure lavora come infermiera all’ospedale. Dal giorno non ci sono state più crisi, e non ostante la distanza ha deciso di essere il mio alter ego, come il Grillo Parlante, con il burattino pinocchio. Ieri eravamo 3 ore al telefono, ha chiamato Lei, perchè, sentiva che stavo male. E mi ha ricordato che dato che sono responsabile della sua vita non posso permettermi di crollare, poiche se uno cade l’altro deve restare in piedi per Due. E’ la legge della Tradizione. Quando cadiamo, se guardiamo bene nella matrice della vita, arriverà sempre un Grillo, ad aiutare.

Onore alla Dea e alle sue emanazioni.

Odal

14 Maggio 2007 34 commenti


A Mohenjo-daro, antichissima città dell’India, fu ritrovata la seguente
iscrizione vecchia di millenni:

Noi siamo Uno ogni Diecimila quando ci incontriamo ci riconosciamo, al
di là della lingua e della razza. Noi ai margini della società, noi
bevitori del nettare divino, quando ci incontriamo ci riconosciamo. Noi
siamo il cancro della società siamo la nuova razza. Siamo Uno ogni
Diecimila, e quando ci incontriamo ci riconosciamo.

Spesso nella vita, sempre più stressante ed alienante, alcuni si rendono conto di essere diversi, da quella massa impazzita, che chiamo “gente”.

Vanno a letto con sogni ed ideali diversi. Rifiutano di essere marchiati, “griffati”, come un branco di pecore. Non vivono 12 ore di fronte al computer, e di fronte a quella scatola magica chiamata “merda” Ops. scusate Tv. Non hanno la macchina ultimo grido, (logicamente sempre in riserva fissa). Non vanno in palestra, o in associazioni di volontariato, o pseudo religiose mistiche,per comunicare e cercare di scopare. Non hanno ne le scarpe fatte dai bambini, o il cellulare con 2000 cazzate sopra, e non ci stanno incollati ore, soprattutto alla guida. Non perdono notti di dolce e
ristoratore sonno, dietro folli “amori”, che non riflettono altro che il caos mentale, di una società ridotta ad un cumulo di rovine.

Non seguono il gregge.

Forse nei secoli non è mai cambiato nulla, anche il Sommo Poeta Dante
Alighieri, lo aveva detto, esattamente nel suo terzo libro dell’opera
Alchemico-Iniziatica la Divina commedia.

Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì
che ‘l Giudeo di voi tra voi non rida!
(Dante, Paradiso – Canto V – 79)

“‘L Giudeo” è inteso come commerciante, affarista.
Oggi potremmo dire multinazionali, banche, mass media, insomma sistema
consumistico. Quello di cui sono profondamente convinto, è che la storia sia Ciclica. Si sono un assertore straconvinto del perennalismo. Tutto è uguale nel corso dei secoli, la storia si ripete, cambiano i musicisti, la la nenia è uguale, anzi la marcia funebre.

Eppure molti di Noi lo sanno, forse sono quelli baciati dalla Madre
Sophia, di cui ho parlato in un precedente post?

Non avete pensato che esiste nella vita il CASO? Se ci rendiamo conto
che siamo differenti, iniziamo a vedere Noi stessi, con un’introspezione non di parte, idem il mondo esterno, un’osservare distaccati. Anche a Notre Dame de Paris, è scritto, esprimere, è meglio che remprimere, osservare è meglio che esprimere. Se osserviamo con gli altri “occhi”, ci accorgiamo, delle maglie che compongono la matrice della vita, non dissimile a quella del cyberspazio chiamato Web, tra l’altro Tantra, vuol dire, trama, matrice, estenzione. Se riusciamo a non far le pecore matte, iniziamo a capire la matrice ed ad accettare i doni che ci capitano, e che spesso lasciamo fuggire chiamandoli caso (o fortuito, o accidentale). Ma il Caso maiuscolo), è un segnale che ci arriva, se sappiamo coglierlo, lo usiamo per non seguire il gregge. La lotta è disperata, bisogna crescere dentro, diventare aduli e levarsi il velo dell’illusione (Maya), una volta rafforzati bisogna cercare i propri simili, e loro uan volta arrivati a questo grado di risveglio,
faranno altrettanto. Uno ogni Diecimila, si metterà alla ricerca degli
altri Uno, esattamente come i Lupi. Oggi i tempi sono maturi per iniziare almeno a cercare di uscire dal “gregge”, e cercare i simili, (come detto gli si trova solo con gli occhio dell’animo puro). L’Uomo Differenziato, o che cerca di esserlo, appartiene ad un’altra “razza spirituale”, e cerca suoi simili, nella matrice, questo è l’amore cosmico, il riunirsi nuovamente e diventare Uno. Uomini spinti dalla Gioia e dall’Amore, per il Futoro di un Domani che appartiene a Noi, ai nostri Figli. Stiamo Uccidendo Gea (la Madre Terra), ma Noi la Amiamo, e possiamo fare tant. Amandoci, creando pace all’interno di Noi stessi, della famiglia, e allinterno della Società. L’esempio sarà ciò che da il “dubbio della ragione”, Il Vivere liberi dal gioco della matrice, sarà elemento per aiutare Gea e i suoi Figli.
Nel perennalismo tutto è scritto, antiche profezie di tutte le culture , di tutto il globo, parlano di cicli, di apici e crolli, di civiltà, ora sono concentrate, sul 2012, (spero siano sballate). Ancora 5 anni, e poi…… Penso sia giusto dare una mano al Futuro, credo molto nella
fratellanza, e nel mutuo aiuto, tra Uomini. La battaglia si può vincere
per evitare il peggio per Noi e per i Nostri Figli (se ci saran Figli).
Da sempre i Differenziati,hanno lottato, anche battaglie ai nostri occhi sbagliate, ma le hanno lottate con Spirito Puro e Disinteressato.
Si sono riuniti in branchi, in gruppi in ordini, in clan in famiglie.
Ognuna aveva il proprio stemma, che ne determinava l’appartenenza, ogni
stemma celava un significato esoterico, cioè conosciuto solo dagli
appartenenti a quel clan. In Europa Germania e Grecia, usavano come simbolo di appartenenza la lettera dell’alfabeto runico Futhark, la runa Othala, o Odal.Essa è costituita dall’unione di altre 2 rune Inguz (una rombo) e Gify (una X). Ogni runa ha un significato particolare, nei prossimi post se vi interessa lo potremmo vedere, insieme alla maniera di usarle come strumento divinatorio. Odal, rappresenta la famiglia, il proprio territorio. Rappresenta la ricchezza accumulata di generazione in generazione. In senso figurato significa conoscenza accumulata e opinioni acquisite. Inguz (il rombo), la prima runa che compone Odal è il segno del focolare della culla, del nido d’amore, il cuore della casa, inviolabile polo di sicurezza e di grande raccoglimento spirituale, può essere paragonata alla catena del DNA che contiene tutte le informazioni necessarie alla creazione di una nuova vita. Gyfu la X, seconda runa che compone Odal, indica la Generosità, il dono puro. E’ facile capire che donando ciò che si è visto all’interno della matrice, si ricrea la nuova vita per gli Uomini differenziati, affinche si possa, riunire i Figli “baciati da Sophia”, per vincere la battaglia per la Vita.

Noi siamo Uno ogni Diecimila quando ci incontriamo ci riconosciamo, al
di là della lingua e della razza. Noi ai margini della società, noi
bevitori del nettare divino, quando ci incontriamo ci riconosciamo. Noi
siamo il cancro della società siamo la nuova razza. Siamo Uno ogni
Diecimila, e quando ci incontriamo ci riconosciamo.

Om Namah Shivaya

Om Namah Kalika

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Dakini

6 Maggio 2007 15 commenti


Potere, sesso e denaro. L?uomo per perpetrare il suo proposito di potere
di dominio sugli altri ha dovuto degenerare la donna.

Nel Vajrayana le donne in generale sono considerate l’espressione della
saggezza illuminata e le numerose manifestazioni femminili delle diverse energie di saggezza sono conosciute con il nome di dakini.
Dakini è una traduzione della parola tibetana “khandro”, che letteralmente significa “colei che va in cielo”, o “colei che si muove nel cielo”. La dakini è probabilmente la più importante manifestazione del principio femminile nel buddhismo tibetano, ed è un termine che ricorre piuttosto spesso. E? importante, quindi, cercare di capire il suo significato e le sue molteplici manifestazioni.
In generale, la dakini rappresenta il flusso sempre mutevole di energia su cui chi pratica la meditazione deve lavorare per arrivare alla realizzazione. Può assumere sembianze umane, apparire come una Dea – pacifica o aggressiva – o essere percepita semplicemente come l?eterna manifestazione dell?energia nel mondo fenomenico.
Per entrare in contatto con questo principio dinamico dell?energia femminile, il tantrika (colui che pratica il Tantra) deve adoperare delle tecniche specifiche. Queste tecniche operano su tre diversi livelli. A un primo livello, la dakini viene invocata e visualizzata con le sembianze di una Dea. Ad esempio, la dakini può essere visualizzata in principio come un?immagine corporea di fronte al praticante. In un secondo tempo, si visualizza l?immagine che si congiunge al tantrika mentre questi recita il mantra della dakini.
Una volta oltrepassato questo livello di pratica ?esteriore?, si può passare alla pratica ?interiore?. A questo livello, si cerca di percepire la dakini mediante l?attivazione dei ricettori sensoriali, attraverso la respirazione e l?essenza. Il terzo livello di pratica è quello definito ?segreto?: a questo punto esiste un contatto diretto tra colui che pratica e l?energia del principio della dakini, quindi tramite il Sesso Sacro, di cui parlerò in un prossimo post.
Nel Tantra, uno dei modi fondamentali di considerare le manifestazioni della dakini è come energia sapienziale dei cinque colori che costituiscono la forma sottile e luminosa dei cinque elementi. Secondo il tantrismo, l?illuminazione si manifesta attraverso cinque diversi stadi detti ?le cinque famiglie?. Ciascuna ?famiglia? rappresenta la metamorfosi di un attaccamento corporeo o mentale. Mutare queste cinque ?qualità negative? in saggezza, costituisce l?essenza della Via del Tantra.
Esistono dakini di saggezza pienamente illuminate e dakini terrene. Possono essere chiamate dakini anche le più realizzate tra le praticanti femminili. Queste dakini hanno giocato un ruolo chiave nella vita dei grandi maestri del passato.
Archetipo e realtà terrena si intrecciano continuamente anche nella nostra
cultura. La donna è portatrice del principio femminile ed allo stesso tempo
nella sua forma illuminata l?incarnazione dell?archetipo femminile, del
principio femminile che ogni iniziato ricerca in se stesso per poter
completare la sua opera di riunione, di comunione. La donna è il potere
rosso danzante che schiaccia per compassione e per forza naturale i mostri
interni.

Onore alla Dea e alle sue emanazioni che donano la Vita.

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Beltane

1 Maggio 2007 16 commenti


Beltane è, insieme a Samhuin (Halloween), la più importante festa
celtica. Mentre Samhuin rappresenta l?inizio dell?inverno e della metà
oscura dell?anno, Beltane, celebrata la notte del 30 Aprile e il giorno
del 1 Maggio, segna il momento di transizione dalla prima alla seconda
metà dell?anno, quella luminosa.
Tradotto dal gaelico, la parola Beltane significa ?i fuochi di Bel?.
Questa festa è infatti celebrata in onore del dio Bel (conosciuto anche
come Beil o Belenos), il supremo dio della luce, è la festa della
vittoria della luce sulle tenebre.
Beltane come Samhuin e le altre feste celtiche, è un momento
particolare dell?anno in cui il nostro mondo e ?l?altro mondo? si
incrociano, dandoci la possibilità di entrare in contatto con il regno
degli Spiriti e quello delle Fate.
Ma Beltane è in primo luogo la festa sacerdotale del fuoco sacro e dei
riti di fertilità.
I Druidi accendevano il fuoco di Beltane servendosi di sette
differenti tipi di legname, tra i quali spiccava naturalmente il legno
di quercia.
Durante la celebrazione si faceva passare il bestiame tra due fuochi
per purificarlo e proteggerlo dalle malattie.
In questo giorno si celebravano i riti di fecondità della terra, nei
quali la Dea Madre si univa al Dio Solare perché avvenisse la
fecondazione rappresentata dai raggi del sole (simbolo del dio Bel) che
da questo giorno iniziano a farsi più caldi e a riscaldare la terra(la
Dea) per dare il frutto della vita.
Nella tradizione popolare di molti paesi si festeggia fra il 30 Aprile
e il 1 Maggio accendendo fuochi sulle colline oppure intrecciando danze
attorno al ?palo di maggio?, costruito di legno di betulla, albero di
resurrezione, ornato con strisce di stoffa colorate o dipinto con
vernice.
L?albero aveva simbologia di fecondità a vitalità, può ricordare ?l?
albero cosmico? su cui il dio Odino-Wotan passò nove giorni e nove
notti prima di conoscere le rune, simboli di potere della tradizione
nordica.
Il dio Odino è dio della guerra e nel mese di maggio per tutto il
medioevo cominciavano le ?campagne militari di primavera?.
?Campo di maggio? si chiamava nell?età carolingia l?assemblea annuale
degli armati.
Maggio come mese di vita, di amore e di guerra, in cui tutte le forze
e le energie sbocciano, per tingere con il sangue dei cavalieri la
terra, sangue offerto in battaglia come seme per la terra.
Tra Aprile e Maggio le tradizioni ricordano l?irrompere dell?elemento
magico e fatato. Nella notte di Valpurga infatti si radunavano le
streghe, i diavoli e tutte le creature che durante l?anno erano tenute
a bada.
L?elemento dionisiaco penetra a risvegliare il mondo e la natura dal
lungo torpore invernale. Il mondo antico sapeva quanto valesse il
ritorno della stagione calda e godeva di quel tempo con tutto l?
entusiasmo di cui poteva disporre. E sino al 5 Maggio, si aprivano le Orge Sacre atte ad aumentare la fertilità dei raccolti e delle nuove vite.

Onore alla Dea e al Dio che stanno in noi, che dalla loro unione possa nascere un nuovo Io.

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Kundalini la Dea Serpente

26 Aprile 2007 20 commenti


Una vecchia leggenda Indù, narra che vi un tempo, l’età dell’oro la
Satya-yuga, in cui tutti gli uomini erano dei.
Essi abusarono tanto del loro potere che Bhrama decise di privarli del
loro potere divino.
Radunati a consiglio tutti gli dei, questi proposero: seppelliamo la
divinità nei punti più profondi della terra, e bhrama no non basta egli
scaverà e la ritoverà, allora gli dei dissero mettiamola negli abissi
degli oceani, e brama replicò, no l’uomo esplorera le cavità e la
riporterà in superficie. Allora gli dei risposero non conosciamo nessun
posto dove poterla nascondere, a questo punto bhrama, disse: ecco ciò
che faremmo della divinità dell’uomo, la nasconderemmo nel profondo del
suo io, perchè non gli verrà mai in mente di trovarlo. Da allora l’uomo
ha scalato montagne, scandagliato gli abissi alla ricerca di qualcosa
che è dentro di lui. Questa divinità ha il nome di Kundalini.
In ogni cultura universale la vita nasce dalle Nozze Sacre tra il dio del cielo e la dea della terra.
Questa energia primordiale generatasi dalla loro unione, la Shakti, crea la vita, la Shakti oltre al libero arbitrio ha donato all’uomo anche il senso della ricerca, concesse anche la possibilità di conseguire un giorno la
conoscenza dell’essere interiore. A tale proposito lasciò dentro ogni
uomo un potere residuale di se stessa. Questo potere prende il nome di
Kundalini. Kundalini è rappresentata come un serpente avvolto 2 volte e
mezzo intorno a se stesso, essa è l’energia vitale, che sta latente
dentro un centro energetico una ruota di energia “Chakra”, chiamato
Muladhara, situato all’altezza del perineo base della colonna
vertebrale. La Kundalini simboleggia il potenziale umano e la sua sede,
il primo chakra, rappresenta la dimensione primitiva, fisica e
selvaggia dell’uomo.
Il serpente, imprigionato a questo livello, è un potere feroce,
terrifico.
Ma, risvegliandosi, la forza vitale può risalire a livelli successivi,
ovvero raggiungere altri chakra disposti lungo la colonna vertebrale,
che rappresentano espressioni più evolute dell’essere, come la capacità
di provare sentimenti elevati, di creare, di comunicare, di comprendere
e perfino, al livello più elevato, la capacità spirituale.
Alla base dell’essere umano, la kundalini è energia nervosa a carattere
sessuale, è la ferocia animale, è la spinta dell’animale a sfamarsi, a
riprodursi e a permettere la continuazione della propria specie.
Il processo del risveglio della kundalini è una sorta di viaggio
dantesco nel quale si passa attraverso l’inferno per giungere al
paradiso, per scoprire, in fine, che il paradiso e l’inferno sono l’uno
l’immagine speculare dell’altro e che solo affrontando e rielaborando
il proprio spirito animale l’individuo può accedere ai più alti regni
dell’illumina zione e della liberazione.
Nel cammino verso la realizzazione l’uomo deve affrontare la propria
anima nera, non ci può essere vera evoluzione dell’essere che non passi
attraverso la liberazione, l’ascensione e la conseguente trasformazione
dell’energia aggressiva, sessuale.
Da questo confronto si esce vincenti o dannati.
Questa è la prova tanto raffigurata in svariati modi nelle leggende,
nelle favole e nei sogni umani.
L’esperienza assoluta che non lascia posto all’errore. Soltanto colui
che è veramente puro riuscirà a passare indenne questa prova e a
ritornare vincitore al proprio castello.
Solo chi è puro potrà attraversare l’immenso abisso della propria anima
nera senza sporcarsi, e solo chi ha una meta di vera conoscenza ed
evoluzione non si perderà negli oscuri labirinti della sete di potere e
dell’avidità.
Mahashakti, la grande Shakti, la sposa di Shiva, corrisponde a livello
cosmico alla kundalini che è in ogni uomo.
Shakti, la Grande Madre, è il potere della vita e della manifestazione
dell’esistenza, il motore del divenire, è la natura ed è la forza per
l’evoluzione naturale, ma Shakti è anche la Maya, il grande velo della
mente che copre la realtà agli occhi dell’uomo. Inutile dire che Maya è
generata dagli Arconti di cui accennato nel post precedente.
Shakti è Eva, la donna nel grembo della quale Shiva si addormenta e
l’universo sogna.
Lungi dal voler dilaniare o disintegrare l’illusione di questo mondo
(Maya), il tantrico vuole trascenderla vivendola fino in fondo.
La Maya non è l’ostacolo, ma la chiave che porta a Shiva, poiché essa
non è che uno dei tanti volti della Shakti cosmica.
Non basta aver ricevuto la vita per essere vivi, bisogna anche essere
disposti a vivere.
Ed è solo vivendo la vita fino in fondo che la si può trascendere.
Con il progredire della pratica “sadhana”, il rito e la vita si fondono, ma ciò non comporta ne una generalizzazione del rito, ne una rinuncia alla
vita; la vita diventa il rito e il rito la vita.
Risvegliando e canalizzando la Kundalini verso l’ultimo centro
energetico, Sahashrara, situato nella fontanella del cranio, essa
riaprirà i 7 Chakra situati lungo la colonna vertebrale, illuminando
con la sua energia vitale, la nuova vita dell’uomo. Questa forza
femminile, creatrice, congiungendosi con la forza maschile del 7°
chakra, creerà le nuove Nozze alchemiche, generando un uomo nuovo. L’innalzarsi di questa energia permetterebbe di sperimentare nuovi stati di coscienza e sarebbe solitamente accompagnato da una serie di fenomeni particolari che possono essere di tipo fisico, sensoriale, percettivo.
Vedremmo nei nuovi post, come risvegliare e canalizzare l’energia del
Serpente latente in ognuno di noi.

Om Namah Shivaya

Om Namha Kalika

Arconti

24 Aprile 2007 4 commenti


1. Definizione

Il termine Arconte trova la sua origine nel greco arkhonontos (magistrato, primo magistrato ). La natura della parola è indicativa del ruolo che tale figura svolge nella teogonia e cosmogonia gnostica, essi sono i giudici, i controllori di questo mondo. E’ giusto ricordare che lo gnosticismo storico propone un Cosmo ontologicamente e/o fenomenologicamente separato dal mondo divino. In relazione ad una originaria caduta si genera una contrapposizione, apparente o sostanziale, fra questo mondo, dove l’uomo si trova prigioniero, e una divinità superiore e occulta.
Nei sistemi gnostici di origine iranica, dove il dualismo è radicale,
sussitono due Enti che si affrontano in una vera e propria lotta,
attraverso i rispettivi eserciti, mentre nei sistemi gnostici di origine
greca-egizia-giudaica, riscontriamo la figura di un Demiurgo ( Piccolo
Creatore ) coadiuvato da potenze da lui generate: gli Arconti. La presenza
del Demiurgo è caratteristica sia dei sistemi ontologicamente
dualistici, sia di quelli dove tale caratteristica è solamente fenomenologica.

2. Arconti

I commenti che trattano della figura degli Arconti, tendono a
rappresentare queste potenze come le creatrici del nostro mondo, e dell’uomo stesso. Tale identificazione può portare a facile confusione, se non viene ricordatoche il Cosmo non è concidente che l’Ente Supremo, e che il Dio Occulto oltre ad essere divinità è anche luogo adimensionale e
atemporale preesistenze al Cosmo stesso. Dove quest’ultimo rappresenta
l’effetto di una crisi accidentale occorsa nel Pleroma stesso. Quindi possiamo meglio inquadrare la funzione degli Arconti come quelle potenze, che in virtù della rimembranza per l’ordine e l’armonia del Pleroma, tendono a ricrearla attraverso la suddivisione e la regolazione dello spazio insito nel Cosmo, attraverso atti di creazione, e di applicazione delle leggi. Dove la suddivisione, la regolazione, e la creazione rispecchiano, seppur in difetto, l’antica realtà del pleroma. Essi quindi tendono a riflettere nel Cosmo accidentale, il ricordo di quello che era, e che non è più. Lasciando trasparire anch’essi una sorta di nostalgia,
sublimata nell’atto creativo stesso. Un ricordo che è insito nel loro
patrimonio generico, o per meglio dire nella loro medesima matrice spirituale.

3. Arconti e apocrifo di Giovanni

Così l’Apocrifo di Giovanni descrive la nascita del primo arconte:
Allorchè essa vide che l’oggetto della sua volontà era di tipo diverso –
aveva il tipo di un drago, la faccia di leone dagli occhi di fuoco
fulminanti e fiammeggianti, lo allontanò da se.
La Madre dell’ Arconte è Sopia un Eone promanato dal Pleroma, che
disubbidendo alla regole che governano il Pleroma stesso, ha generato senza
congiungersi al suo naturale compagno, ma unendosi al desiderio che
essa provava per l’Ente Supremo.

Da questo breve, ma significativo stralcio, posiamo enucleare tre
elementi che devono essere presi in considerazione:

La contrapposizione fra l’immagine della Sopia, e la bestialità del suo
frutto

La vergogna della Sofia per il suo frutto

La nascita dell’Arconte tramite atto di esclusiva volontà della Sopia

La natura animalesca del Primo Arconte, che si staglia con la pura
essenza pneumatica della Sopia, Jaldabaoth, questo è il suo nome, in niente
rende testimonianza alla perfezione della madre. In quanto in virtù del
desiderio che lo ha generato, creato da pulsione alla separazione ma
anche creante tale separazione, risulta specula negativa e mostruoso
della bellezza e armonia che permaneava tutto il Pleroma. Il desiderio è
corruzione di ogni pensiero, e il pensiero è la radice di ogni fare.
Quindi se il desiderio è incubo del pensiero, e con esso si trova
avvinghiato, ineluttabilmente l’azione posta in essere risulterà macchiata, e stravolta. Il lecito Amore che tutto arde di Sophia per il Pleroma come
divinità inconoscibile, un Amore di Conoscenza, si è trasmutato in
desiderio, e a sua volta in brama. L’ipostasi del pensiero di Sophia, ne è
risultata stravolta nella forma e nel contenuto, seppure un seme della
sua natura divina, è scivolata in essa.

La Sopia innanzi a questo suo frutto, prova vergogna. In quanto esso è
testimonio della sua trasgressione, della sua violazione alle regole
divine. Ne prova repulsione, paura e lo nasconde, oltre il mondo degli
eoni, nell’Ombra sottostante, dando così inizio alla Creazione del Cosmo.
Infatti il Cosmo viene posto in essere, in quanto lei vi ha collocato
una realtà indipendente all’unicità nella natura del Pleroma. Una
separazione in separando. Non fu la Lussuria la causa, ma effetto del
desiderio, che a sua volta generò l’ira, che si cristallizzò in lussuria.

Proseguendo nella lettura dell’apocrifo troviamo che i figli di
Jaldabaoth, sono descritti chi con forma di iena, di pecora, di asino, di
drago, scimmia e fuoco. Continuando a rimarcare la loro natura perversa e
malata. Essi non sono ne immagine ne somiglianza degli eoni che dimorano
nei limiti estremi del Pleroma, in quanto queste potenze inferiori
essendo ignoranti veicolano tale stato dell’anima, anche nella loro
manifestazione. E’ infatti giusto ricordare che nello gnosticismo storico la Conoscenza è veicolo e forma di redenzione, come se essa portasse ad un
cambiamento intrinseco nella natura dell’essere. Cambiamento non solo
animico, ma anche mentale e fisico. Ecco quindi che anche lo stato di
ignoranza, intesa come assenza della conoscenza, comporta eguale, seppur
inverso, processo plasmante della natura e della forma di ogni essere.

4. Funzione degli Arconti nell’Apocrifo di Giovanni

Jaldabaoth, il Primo Arconte, e i suoi figli, in virtù della sua
discendenza da Sopia ha in se la capacità di creare, anche se è limitato in
questa arte dalla propria ignoranza, e dalla degradazione generata dalla
non discendenza diretta dall’Ente Supremo.

Jaldabaoth ordina il cosmo, i cieli, la terra, e il creato tutto, e
pone sul trono dei cieli i suoi figli. Questa opera generativa viene
interrotta dalla manifetazione del Metropator, accorso verso Sopia, immagine
perfetta del Dio occulto, invisibile, Padre di tutto. Jaldabaoth e i
suoi figli, e le potenze da essi generate sono basiti da tale potenza, e
tremano dalla consapevolezza della loro limitatezza, a cospetto di
contanto splendore. Decidono quindi di catturare il Dio Padre, attraverso
una sua immagine, l’immagine dell’Adam Terreste, specula dell’Adam
Celeste: manifestazione del Metropator.

Ma tale creatura, relegata nel Paradiso Terreste, è incapace di
alzarsi, e solamente la clemenza del vero Padre, attreverso il soffio di vita,
le permetterà di ergersi. Cosa dedurne ? Un vaso d’acqua per essere
tale, necessita di acqua.

Alcuni nomi degli arconti dello gnosticismo antico (dalla Pistis
Sophia):

Jaldabaoth (Ariel) – dall’aspetto di leone, colui che governa la nostra
dimensione (cielo), si è fatto passare per il vero Dio ingannando Mosè.
Egli è il dio aggressivo del Vecchio Testamento.

arconti che governano altri cieli:

Paraplex – dall’aspetto di donna.

Ariuth – dall’aspetto di donna nera.

Ecate trifronte.

Parhedron Typhon.

Jachthanaba.

Enchthonin – dall’aspetto di coccodrillo.

Charachar – dall’aspetto di gatto.

Archaroch – dall’aspetto di cane.

Archrochar – dall’aspetto di serpente.

Marchur – dall’aspetto di toro ner.

Lamchamor – dall’aspetto di cinghiale.

Luchar – dall’aspetto di orso.

Laraoch – dall’aspetto di avvoltoio.

Archeoch – dall’aspetto di basilisco.

Zaramoch – dall’aspetto di drago a sette teste.

Rochar – dall’aspetto di gatto a sette teste.

Chremaor – dall’aspetto di cane a sette teste.

Ognuno di questi arconti ha una schiera di demoni sottoposti a se.

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Kaula Il Monaco Guerriero

13 Aprile 2007 33 commenti


Da diverse parti mi è stato chiesto il perchè di un Blog, così strano e
arzigogolato. Che dire, forse perchè in tanti anni di Vita ho imparato
che non si vive di apparenza e di ipocrisia, forse perchè vedo che in
moltissimi altri, il filo conduttore è l’amore, ovvero la non riuscita
a relazionarsi con il prossimo e poi incasinarsi come bestie al
macello. Forse perchè baciato dalla Divina Sophia, ho iniziato da tempo
immemore a leggere tra le maglie della matrice della vita, (questo non
è un pregio, ma una assurda follia, una spada di Damocle che ogni tanto
ti raschia ferendoti la scatola cranica e il cuore). Sicuramente ho
iniziato a scrivere all’interno di una delle innumerevoli Nigredo,
spinto pure dalla carissima Loreley777, per un paio di motivi
fondamentali.

Ed è giusto che gli elenchi, dato che mi sono stati chiesti.

Il ribelle è deciso a opporre resistenza,
il suo intento è dare battaglia se pure disperata
Ribelli disperati hanno difeso la Nostra Idea
pagine di storia, momenti di Gloria.
Antiche Tradizioni
Giovani illusioni
Giorni dell’Odio
Speranze schiacciate sulla vita
dai brevi cigoli dell’eresia materiale (ipocrisia e materialismo)

Questo è stato il mio credo, questa la mia Vita combattuta per un mondo
migliore, so cosa è il dolore, quello con la D maiuscola. Una lotta
disperata e non egoista, una lotta sentimentale e non riferita a
momenti amorosi, effimeri ed inituli ad i più.

Ho havuto la (s)fortuna di VIVERE, vivere intensamente.
Allevato dopo la dipartita di mio Padre, da 7 Sante Donne, 7 Madri.
Vi immaginate la (s)Fortuna di vivere in una società Matriarcale.

Baciato da Sophia, consiglio a tutti i lettori la lettura della Pistis
Sophia di Tuono, mente perfetta che trovate come primo articolo del mio
Blog. Dicevo Baciato da Sophia, in questa vita mi sono trovato a
combattere la Battaglia contro il Demiurgo. Sembrerà pura follia,
ehehehehe, mi piacerebbe lo fosse, mi farei curare.

Forse 7 Donne, Custodi di Antiche Tradizioni, mi hanno dato il germe di
una saggezza, andata ormai perduta, o relegata al ruolo di ciarlataneria. Ognuna mi allatato con un dono differente, alcuni dei miei lettori hanno avuto dimostrazione di ciò che dico.

A 11 anni ho iniziato il duro lavoro fisico, e mentale “studi”, a 14 ho
iniziato ad impadronirmi di questo trabbicolo chiamato computer ed ad
abbandonare qualcosa che ha segnato la nostra società: Santa Romana
Cattolica ed Apostolica Chiesa, corrota sino alla radice, sentendomi
come Gesù nel tempio tra i mercanti, ho iniziato a cercare la verità
che si avvicinasse più a quella vera. Infatti il segreto stà nel fatto
che la verità è che la verità non esiste.

Trovai per caso un libro, in cui era scritto:

In questa epoca, chi ha la conoscenza e non la condivide con gli altri,
si incarnerà tanti eoni quanti peli ha sul corpo.

Iniziai così una ricerca spasmodica, per capire e cercare chi aveva la
conoscenza, migliaia di libri, viaggi per tutto il globo, fame, freddo,
funghi sacri in mezzo agli escrementi di Vacche Sacre, orge dopo le
pire funerarie, Ashram,Maestri e Maestre, giungle di metropoli,
esperienze estreme, per cercare la Verità.

Milioni di vite incrociate, migliaia di vite bruciate, vite scambiate, pensieri letti e cuori strappati. E io il Lupo Solitario a cercare i componenti del Branco, e cercare il capo.
Amori
disintegrati, bicchieri scolati, cervelli macellati, e come unici
compagni il Dolore, l’Odio e la Speranza ed il Sacro Latte di 7 Donne
che ogni tanto rigurgitava.

Una battaglia disperata e non egoista alla ricerca del Vero, e una
battaglia disperata per aiutare gli altri. In questo cammino, l’amore
per la Dea è aumentato, lei ha disintegrato il mio ego, ed ha acuito a
livelli estremi la mia parte femminile, se vi interessa non sono omo,
anzi tutt’altro.

Come qualcuno di voi avrà capito, non sono cattolico, sono un Monaco
Guerriero di un’altro credo. Sono un adoratore della Dea Kalì e del Dio
Shiva, in poche parole un Kaula, un monaco Tantrico. Penso alle Vs.
risate ora, questo scopa 7 ore come Sting. ahahahah. E se anche fosse?

Oggi tanto la maggior parte della gente disintegrata dalla coca usa il
viagra ed il cialis, quindi 7 ore sono un’inezia, e poi dove la trovo
in quest’Isola una Dakini, per reggere il rito???
Il Tantra qua è arrivato sotto forma del sesso, pur di vendere libri e
corsi, il Tantra è qualcosa di più, il Tantra insegna a leggere nella
matrice dell’esistenza e di se stessi. La Via è dolorosissima, ma forse
la maggior parte della gente non soffre per cazzate. Quando vado a
letto, non dormo con il sogno di dove andare a ballare o di come
scoparmi tizia, o di avere il mercedes sotto il culo. Forse nei miei
sogni cè il sorriso per un mondo migliore, per vedere uomini e donne
felici, per una vita serena.

Questo è l’Amore appreso da quelle 7 Madri, questo è l’amore cosmico incondizionato, non il vile rapporto a due fatto di insicurezze, gelosie, imposizioni e di urla sputate in faccia.

Questo non è amore.

L’amore è fondersi l’uno con l’altro,
sentire le stesse sensazioni le stesse pulsioni del partner, Amore è
non essere gelosi, condividere con chi è proprio simile, comabattere le
paure e non pretendere che sia l’altro a doverle risolvere. Amore è
fondersi con la Dea e col Dio che stanno in noi, e il Sesso Sacro è
un’ottimo veicolo, peccato che al 99% dei casi si tratti di una
masturbazione reciproca giusto per avere un pseudo orgasmo.

Lasciando stare il sesso, a che serve il blog, a scrivere una verità
antichissima, quella dell’età dell’Oro, dove l’uomo era in armonia con
il creato, logicamente è meglio essere con le maschere, guardando
amici, o il grande fratello, o leggere gli scandali di vallettopoli,
tranquilli non sono un bigotto, sono un Guerriero che VIVE A FONDO DEI
5 SENSI, E COMBATTE per concretizzare a costo della vita stessa le sue
Guovani Illusioni.

Sia uno ogni 10.000, aldilà della casta, della lingua del sesso, quando
ci incontriamo ci riconosciamo, siamo uno ogni 10.000 noi ai margini
della società, santi ubriaconi, quando ci incontriamo ci riconosciamo,
siamo il cancro della società, siamo la nuova Razza.

Leggo nei Vs. Occhi la stessa paura che stringe il mio Cuore, può darsi
che un giorno crolliamo, oggi non è quel giorno oggi combattiamo.

Svegliatevi i tempi sono stretti, credetemi.

Om Namah Kalika
Om Namah Shivaya

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Shiva Shakti

11 Aprile 2007 5 commenti


Tutto ciò che è manifesto è Potenza (Shakti), la Potenza implica un Onni-Potente (Shiva), non vi è Onni-potente senza Potenza, né Potenza senza Onni-Potente. I due per loro intima essenza sono Uno, entrambi sono Essenza, Coscienza e Beatitudine, questi tre termini sono assunti a designare la Realtà Suprema.

Il principio maschile Shiva, viene indicato come la pura coscienza immanifesta, è il potenziale divino inattivato eguale alla pura coscienza e separato dalle sue manifestazioni. Nell’Uomo, Shiva risiede nel chakra al sommo della testa detto Sahasrara.

Shakti è la controparte femminile della coscienza inattiva (Shiva), è colei che dà la vita, è l’intera creazione e la madre dell’universo, nella sua creazione del mondo è l’inventrice di Maya, l’illusione di separatezza. Shakti è l’energia vitale che dà la forza alla forma della vita. Nell’Uomo risiede nel chakra alla base della colonna vertebrale detto Muladhara.

Attraverso l’unione con Shakti, la coscenza di Shiva discende e permea l’universo (Shakti) con la Divina Coscienza, negli Umani la donna produce il bambino con il seme dell’uomo, nello stesso modo Shakti produce l’universo con il “seme” della coscienza che viene da Shiva.

L’Uomo nella sua essenza è l’Onni-Potente statico (Shiva) che è pura coscenza, ma in quanto Mentale e Corpo è la manifestazione della Potenza (Shakti), la Madre, quindi l’Uomo è Shiva-Shakti. Scopo dello Yoga è l’elevazione della Potenza alla sua perfetta espressione, cioè esperienza illimitata.

Shakti, in quanto Azione, vela la Coscienza, negando, in vario grado, sé stessa. L’universo è quel senso di differenziazione per cui l’Uomo vede tutte le cose come distinte dalla sua persona, mentre in realtà egli è tutt’uno con esse, è ciò che stabilisce una dicotomia in quel che sarebbe altrimenti una esperienza unitaria, ed è la causa del dualismo inerente a tutta l’esperienza fenomenica. La coscienza singola è polarizzata secondo i due aspetti Statico e Cinetico dell’energia cosciente allo scopo della creazione, lo Yoga è la risoluzione di questa dualità in superiore unità.

Nella manifestazione Shakti sviluppa prima il Mentale (Buddhi, Manas) ed i Sensi (Indriya), quindi la materia sensibile di quintuplice forma (Etere, Aria, Fuoco, Acqua, Terra), quando Shakti è penetrata nel piano di coscienza più grossolano (Terra), cioè la materia solida, la sua attività creativa si esaurisce ed Ella Riposa.

Quando Shakti risiede (e riposa) nel chakra di base Muladhara (elemento Terra) diventa Kundalini Shakti, in questa forma è il potenziale inerente nella materia, la forza femminile primordiale della creazione e la forza evolutiva nella coscienza umana. Una volta risvegliata, Kundalini Shakti sale verso l’alto, chakra dopo chakra, fino a raggiungere il chakra alla sommità del capo Sahasrara, dove si riunirà con Shiva, da questa riunione si consegue l’Illuminazione e la Beatitudine.

Come l’Atomo è formato da un centro statico intorno al quale circolano delle forze dinamiche, così nel corpo umano Kundalini Shakti in Muladhara è il centro statico intorno al quale essa stessa opera (nel suo spetto attivo) con forza vitale, l’intero corpo umano (quale Shakti) è in continuo movimento.

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